L'Ass. Culturale Ora.Azione ha nel suo bagaglio due spettacoli ben rodati e preparati. Uno è il cavallo di battaglia, "Qualcuno ha visto il gatto?" commedia brillante in due atti, e l'altro è "Un giorno come gli altri", caloroso omaggio alle vittime della Strage di Piazza Loggia.
I due spettacoli sono completamente diversi, e toccando argomenti uno all'estremo dell'altro. "Qualcuno ha visto il gatto?" è una commedia allegra, briosa, intramezzata da canzoni e balli, con risate assicurate per tutti, bambini e adulti. 
L'altro spettacolo, "Un giorno come gli altri" può sembrare una commedia all'inizio, ma cambia registro nel momento in cui si entra nel vivo della Piazza Loggia in quel triste giorno. Un racconto vivo, veritiero e drammatico. Sullo sfondo uno spaccato della società dell'epoca e in prima linea la gente comune, ignara della tragedia imminente.
 
Le produzioni del gruppo Ora.Azione non si fermano qua, ma è in continua evoluzione. Nuove idee e progetti vengono continuamente sviluppati dai Soci.

L'importanza di chiamarsi Ernesto

I ragazzi di Ora.Azione portano in scena la commedia più famosa di Oscar Wilde, L'Importanza di chiamarsi Ernesto.

Commedia satirica ambientata nell'800, dove per la società dell'epoca conta più l'apparire che l'essere.

Si raccontano le avventure di Jack Worthing e Algernon Moncrieff, due amici legati da una doppia vita di bunburismo. Jack innamorato della cugina di Algernon, e Algy innamorato della pupilla di Jack, ma entrambe le ragazze sono convinte si chiamino tutte e due Ernest e innamorate di loro solo per il loro nome.

Il susseguirsi degli eventi porterà i due ragazzi a dover rivelare il loro vero nome alle amate, fino al rocambolesco finale.

 

Una graffiante commedia ironica, famosa in tutto il mondo, che prende in giro il pensiero di quell'epoca, con un significato però molto profondo e importante, riportabile anche ai nostri giorni: ciò che è importante non è l'apparire, l'esteriorità della persona, ma ciò che egli è dentro di se, il suo carattere e i suoi sentimenti. Questa cosa molto spesso viene dimenticata e accantonata per superficialità e banalismo, dimenticando così quali siano i veri valori dell'animo umano.

 

 

Io, Alfredo e Valentina

Io, Alfredo e Valentina è una commedia in due atti scritta da Oreste De Santis, portata in scena dal gruppo Ora.Azione il 10 gennaio 2015.

Federico è un 40enne single, molto raffinato che vive da solo in un appartamento. La sua è una vita tranquilla se non fosse per le continue intrusioni della sorella Maria, che di stampo tradizionale vuole a tutti i costi farlo sposare. Federico, pur non avendo nulla contro il matrimonio, non ha ancora trovato la donna del suo destino.

Maria si è ormai convinta che suo fratello scappi dalle donne e dal matrimonio perché gay, fino a convincersi definitivamente quando arriva l'amico del cuore di Federico, Alfredo, venuto da Federico a chiedere conforto per i suoi problemi d'amore.

Alfredo infatti, pur essendo sposato, si è innamorato di Valentina, una prostituta, e per lei è disposto a tutto.

Gli equivoci rendono questa commedia facile da seguire, divertentissima fino alla fine con momenti di grande comicità.

Un giorno come gli altri

La compagnia Ora.Azione mette in scena i tragici momenti della strage di piazza Loggia. Si racconterà la successione degli eventi di quella mattina. Ironia grottesca e surreale, memoria politica e sociale, in una Brescia degli anni ’70 diversa da quella odierna. Uno spettacolo dove il sorriso fa da cornice alla drammaticità di quei momenti e alla memoria di chi non c’è più.
 
Un dovuto omaggio alle vittime della Strage di Piazza Loggia. Questo vuole essere "Un giorno come gli altri".
Un prologo porterà lo spettatore a fare un salto nel tempo indietro di 40 anni; verrà portato a scoprire la società dell'epoca, le ideologie di sinistra e di destra e ciò che si nasconde veramente dietro il fermento politico.
La storia parte in un bar fittizio di Piazza Loggia, dove due vecchi amici divisi dalla fede politica si "scontrano" sulle loro ideologie e ricordi, con il barista che prova, alla sua maniera, a fare da pacere.
Si passa poi nel mezzo della Piazza, tra la gente comune: operai, casalinghe, studenti e disoccupati. E' una piazza come le altre, la gente parla del più o del meno, della politica, della casa, del fine settimana in montagna o al mare. Fino al momento tragico, devastante, della bomba. Qua parte la tragedia, rapida e inevitabile. Momenti concitanti del dopo scoppio, ambulanze, feriti, sangue. E purtroppo morti.
Le conclusioni vengono affidate di nuovo al barista, inerme spettatore delle tragicità appena accaduta, e ai due amici, ognuno portatore cieco della propria ideologia.
Allo spettatore rimane l'angosciante verità della tragedia: la politica, quella sbagliata, ha ucciso delle persone. E questo, in uno stato che si definisce "Repubblica Democratica" questo è più che un affronto, è una bestemmia.

Qualcuno ha visto il gatto?

Commedia brillante in due tempi. Un musicista in difficoltà economiche escogita una truffa ai danni di cinque ragazzi che si troveranno in situazioni poco piacevoli. Commedia che farà riflettere sulle condizioni precarie dei giovani d'oggi, toccando temi importanti come amicizia, lealtà e perdono. Risate assicurate.
 
"Qualcuno ha visto il gatto?" è nato dalla mente del nostro socio Andrea Castello, ed è stato sviluppato in primis da lui e poi coralmente da tutta la compagnia.
Un appartamento è la location di questo spettacolo, dove un musicista squattrinato e incasinato deve risolvere un affannoso problema: il pagamento dell'affitto. Non ha un lavoro, la sua carriera musicale è inesistente, e non si impegna per cambiare le cose. Come fare per evitare lo sfratto? Semplice, cerchiamo dei coinquilini!
Inizia così una coabitazione complicata: tre ragazzi e tre ragazze dovranno imparare a convivere non solo fisicamente, ma soprattutto coi loro caratteri differenti. Attraverso episodi assurdi, qui pro quo e incomprensioni i ragazzi arriveranno ad esaminare argomenti importanti: amicizia, rispetto, lealtà e perdono.
 
Far ridere e far riflettere. Questa è la volontà di "Qualcuno a visto il gatto?". E ci riesce benissimo in un'ora e mezza di battute esilaranti e discorsi seri.